VOI CHE AVETE DATO L' ASSALTO AL CIELO

 

Voi che avete dato l' assalto al cielo

che avete disarcionato l' imperatore

che il canto del mare avete sognato

nelle sere di libeccio, mentre il desiderio

 

spezzava i muri delle celle e volavate,

volavate alti sui monti, Icari

della lotta e della libertà, voi che il sole

avete strappato con le mani

 

facendone fuoco per le notti d' inverno,

voi che i profili dei compagni avete

amato incisi nella carne,

voi che avete calpestato con furore

 

pochi metri di terra sepolta nel cemento,

che avete alzato fragori d' acciaio

e voci e canti a riempire un universo

di silenzio, voi che la solitudine

 

avete amato e odiato come compagna inestimabile,

che percorso avete tutte le strade del possibile,

che osato avete l' utopia dell' impossibile,

che avete spezzato con il fuoco e con il ferro

 

la servitù del capitale, voi che la morte

vi siete fatta compagna nelle notti,

nei giorni delle metropoli, voi che la bandiera

dell' odio di classe avete alzato

 

al di sopra delle teste piegate, degli occhi

spenti, delle labbra chiuse del proletariato,

voi che avete dato l' assalto al cielo

che avete disarcionato l' imperatore.

 

 

 

 

Gian Luigi Nespoli